Wasteland. Terra bruciata

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La vita per strada è molto dura. Tra il 2016 e il 2017 ho trascorso un anno intero come senza-tetto per le strade di Roma. Questo breve manuale, o guida, è un resoconto più o meno dettagliato delle esperienze che ho fatto durante questo periodo e delle "abilità" che vi ho imparato per sopravvivere in un ambiente ostile e a volte spietato, dove i pericoli sono sempre in agguato dietro l'angolo e si presentano ogni volta che li si aspetta di meno. Spero che esso possa tornare utile sia come “manuale” per chi nel corso della sua esistenza dovesse trovarsi a dover percorrere questo triste e pericoloso sentiero; e sia per chi voglia comprendere cosa significhi davvero vivere in strada nel XXI secolo. Questo non è un manuale o una guida ufficiale, come un manuale di programmazione o uno di guerriglia tattica dell’Esercito. Esso ha un taglio personale e si pone a metà strada fra il resoconto delle mie esperienze ed un elenco di consigli pratici e di buon senso che sarebbe utile tenere a mente se ci si trova in quella triste condizione di vita. Non è un elenco di indirizzi o numeri telefonici di emergenza (che pure è fornito alla fine della guida) quando un tentativo di condividere ciò che io ho appreso durante quel lungo anno trascorso a Roma nel 2017. Da ciò la mia idea di pubblicarlo in tre lingue (Inglese, Tedesco e Italiano), perché esso possa essere utile anche ad un pubblico più vasto e internazionale, così come ho fatto precedentemente con il mio saggio “Il giogo”. Indubbiamente la “strada” è anche una scuola di vita, ma è una scuola dura, triste e dalla quale spesso non si fa più ritorno alla vita normale , in quanto è facile essere risucchiati in quella che vorrei definire come una dimensione parallela dell’esistenza che oltre una certa soglia non ha più nessun appiglio col mondo “normale”. E’ una dimensione in cui io, a tratti, fui anche felice, se usare questo termine mi è concesso, in quanto fui sgravato dal peso dell’esistenza borghese, fatta di debiti, bollette da pagare e impegni da rispettare, finendo con scorgervi persino i barlumi di un’esistenza più autentica, in ciò confermando l’insegnamento evangelico sulla povertà e sulla semplicità. Io, sulla strada, fui a tratti  “liberato” dalla schiavitù al denaro e al successo, e vidi le cose sotto una luce diversa , che mi fece sentire più libero di quanto mi senta adesso nella mia vita quotidiana da scrittore e traduttore. Detto questo, non voglio fare qui né un’apologia della povertà né suggerire di intraprendere questa vita in quanto essa non si sceglie, ma viene imposta dal caso e spesso dalla sventura, e ovviamente mi guardo bene dal dire che essa è una vita come un’altra o migliore. Assolutamente no. Né penso di farvi più ritorno, in quanto ciò sarebbe profondamente sbagliato e immorale . Chi può, ha il diritto e il dovere di far ciò che gli è possibile per risalire la china e ritornare al mondo degli uomini, ma ciò non toglie che anche chi conduce per triste necessità la vita nomade e randagia del senza-tetto , fra mille disagi , privazioni e pericoli, non abbia anch’egli  la possibilità di essere, se non felice, almeno forse da qualche parte e in qualche momento veramente libero.

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53
Size
960 KB
Length
53 pages
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